Cambiare carriera non è saltare da un lavoro all’altro, ma è un grande cambiamento: non stiamo parlando di applicare le proprie conoscenze e competenze in un nuovo settore o colmare delle lacune, ma la creazione di un nuovo mindset per approcciare con successo un cambio che parte dall’atteggiamento mentale per poi poter pianificare una ricerca di successo verso la prossima occupazione.
La chiave vincente per cambiare lavoro senza intoppi è una sola: pianificare. L’improvvisazione è la cosa peggiore che tu possa fare per cambiare carriera.
Una volta che hai deciso che carriera vuoi intraprendere, è il momento di prepararsi per affrontare con successo il colloquio di selezione che sarà impegnativo dal momento che l’azienda, probabilmente, indagherà sulle reali motivazioni che ti spingono verso un cambio di carriera. Dunque, il tuo compito ora è quello di prepararti per soddisfare il recruiter nelle risposte, mostrando il tuo valore e le tue motivazioni.
10 domande che potrebbero porti i recruiter
Perché vuoi cambiare carriera?
Fuor di dubbio questa è la domanda più posta durante i colloqui quando c’è di mezzo un cambio di carriera. Bisogna dare motivazioni forti e convincenti sul motivo che ti spingono al cambiamento. Il recruiter deve capire che non ti sei lanciato sulla prima offerta di lavoro che hai trovato ma che hai pianificato il cambiamento, hai messo sul piatto tutte le tue competenze e hai know-how che ben si presta per la nuova carriera che vuoi intraprendere.
Cosa sai di questo lavoro?
Il recruiter, con questa domanda, vuole sapere se tu abbia o meno cognizione di causa del job profile per la posizione per cui ti candidi. Ti consiglio, quindi, di fare ricerche sul ruolo, il settore, l’azienda, unitamente alle responsabilità che il ruolo comprende.
C’è qualcosa in comune tra il tuo attuale ruolo e quello che vorresti presso di noi?
Il motivo di questa domanda sta nel volersi accertare se tu abbia bisogno di formazione solo in alcune aree del lavoro che dovrai svolgere o in toto. Nel caso in cui il recruiter dovesse vedere delle aree comuni tra il tuo attuale lavoro e quello per cui ti candidi. Parla dei tuoi obiettivi giornalieri, redazione di documentazione (anche tecnica o di nicchia), smaltimento della corrispondenza, customer care, presentazioni, supporto alla direzione, etc.
Cosa ti rende qualificato per il ruolo?
Il recruiter vuole sapere se sei abbastanza preparato per gestire il lavoro ed assumertene le responsabilità che prevede. Specifica ogni corso di formazione che hai fatto che possa essere legato a questa specifica professione per cui ti candidi. Cogli l’opportunità per spiegare come le tue competenze ben si adattano al nuovo ruolo, menzionando in modo particolare quelle trasferibili come sapere comunicare adeguatamente ed efficacemente, tecniche di problem- solving, risoluzione dei conflitti, change management, etc
Cosa ti fa credere di poter avere successo in questa posizione?
La domanda incartata ad hoc, in realtà, è: cosa definisci successo e conosci davvero gli ostacoli da superare per avere successo in questa professione?
Quali rassicurazioni puoi fornirmi che questo tuo voler cambiare carriera non sia una fase momentanea ma un cambiamento davvero sentito?
La domanda prevede che tu abbia argomenti sufficienti e solidi per convincere il recruiter che il tuo è un cambio di carriera davvero sentito. Una tattica potrebbe essere quella di rassicurare il recruiter che, dopo esserti ampiamente documentato sulla professione con mezzi diversi – articoli, ricerche, persone già del settore -, sei arrivato alla conclusione che lavorare in quella specifica area e hai tutto il bagaglio necessario per eccellere.
Perché dovremmo prenderci di rischio di assumerti?
I datori di lavoro considerano spesso rischioso assumere personale che non abbia uno specifico background nel settore o che sia un career changer. La strategia è quella di ribadire nuovamente che hai le competenze e il know-how necessario per avere successo: a supporto di ciò, dispiega le tue armi, ovvero le competenze trasferibili. Per fare questo, hai bisogno di fare un assessment delle competenze (anche self assessment), tirando fuori chiaramente tutte le competenze trasferibili. Per ogni competenza che emergerà, ti consiglio di prepararti almeno due esempi di come le hai esercitate e dei risultati che ti hanno permesso di raggiungere. Esempi di competenze trasferibili possono essere: comunicazione, team player, ottimo customer care, fidelizzazione dei clienti, project management, etc etc.
Come ti senti a ricominciare da capo?
Il recruiter, con questa domanda, vuole sapere come ti senti a prendere ordini da un tuo ipotetico superiore più giovane. Potresti dire che saresti contento perché potresti apprendere conoscenze nuove e nuove visioni delle situazioni e ben ti adatti a stare in qualsiasi tipo di team, inclusi quelli molto giovani e non hai problemi a prendere ordini da persone più giovani di te. Dopo tutto, per arrivare in cima, bisogna partire dal basso e tutte le persone che ora sono considerate esperte hanno iniziato con i rudimenti della professione. Per la serie: nessuno nasce imparato.
Come vivrai la diminuzione del salario?
Il salario è una questione sempre molto importante e il recruiter vuole capire se sei davvero motivato a fronte di un salario più basso rispetto a quello che percepisci ora.
Quanto pensi di restare con noi, se ti dovessimo assumere?
Nessuna azienda vuole assumere persone che se ne vanno solo pochi mesi dopo l’assunzione. Devi far ben presente che non sei un job-hopping, ovvero uno che cambia lavoro di continuo perché non trova un’occupazione che lo soddisfa, ma vuoi imparare una nuova professione presso un’azienda che possa assicurare continuità lavorativa e stabilità.
Le domande di cui sopra possono essere poste in modo diverso dai recruiter, ma dietro ci sono sempre gli stessi aspetti che vengono considerati. Altri ancora, possono formulare domande aggiuntive, ma quelle che ti ho scritto sono la base per la tua preparazione al colloquio di lavoro presso un nuovo papabile datore di lavoro.
La preparazione è la base di tutto e un cambio di carriera non si improvvisa. Si pianifica.

