Già prima della pandemia, alcune aziende – come, ad esempio, Ferrero – avevano introdotto un modello agile di lavoro: lo smart working o lavoro da remoto (remote work).
Tanti hanno potuto apprezzare i pro e i contro del lavoro da remoto. Se da un lato mancava la socialità del luogo di lavoro, dall’altro uno stile di vita più rilassato ha compensato i contro di questa soluzione lavorativa. Alcune persone vorrebbero, quindi, l’opportunità di continuare a godere dello smart working e dei suoi benefici.
Tuttavia, con la predominante ascesa dello smart working, sono nate anche truffe ad inconsapevoli lavoratori in cerca del mix perfetto tra lavoro e vita privata (work life balance). Alcune statistiche elaborate da Flexjob, mostrano come nel 2021 il 20% di coloro che cercano un’occupazione da remoto sia stato vittima di truffe(erano 13% nel 2016).
La lista delle truffe di questo tipo potrebbe essere lunga perché gli abili truffatori sanno che tutti vorrebbero guadagnare molto lavorando da casa. Per evitare le truffe, quindi, è bene riconoscere i potenziali segnaliche qualcosa non torna nell’offerta di lavoro di tuo interesse.
Tutto quello che sembra troppo bello per essere vero legato ai facili guadagni, probabilmente non è vero.
Fidati del tuo sesto senso e fidati di esso se avverti che qualcosa non torna.
Ecco di seguito i segnali che possono indurti a pensare che si tratti di una truffa e ci sia qualcosa di poco chiaro:
- Richiesta di informazioni personali e finanziarie nelle primissime fasi del colloquio, se non ancora prima di avere il primo colloquio. Ad esempio: numero di conto corrente, indirizzo completo e numero di telefono, data di nascita. Dietro a queste richieste oltre a furti di identità o di dati personali, possono esserci anche dei ladri.
- Per un lavoro che richiede un piccolo impegno con poche ore lavorative a settimana, ci prospettano guadagni eccelsi… troppo bello per essere vero.
- L’azienda vanta diverse storie di persone che si sono arricchite grazie al lavoro svolto per loro e che ora hanno uno stile di vita invidiabile. Il tutto con un cambio di stile di vita in un battito di ciglia… soldi, soldi e ancora soldi.
- L’annuncio di lavoro contiene evidenti errori grammaticali o sintattici.
- Il prodotto in questione è approvato da personaggi famosi e numerose celebrities.
- L’indirizzo e-mail non ha un dominio aziendale oppure il dominio è simile alla mail di aziende famose. Spesso il dominio usato è di tipo privato come Gmail e simili.
- Il lavoro richiede l’esborso anticipato da parte del candidato per alcune spese imprecisate
- Il lavoro è remunerato a cottimo.
- Il fantomatico “recruiter” ti offre subito il lavoro senza approfondire la tua esperienza lavorativa e la tua formazione.
- Non parli e non vedi fisicamente (o virtualmente) nessun rappresentante dell’azienda, ma hai solo contatti e-mail.
- La job description è carente di dettagli sull’azienda, sul ruolo e sulle competenze richieste. Chiunque potrebbe svolgere quella mansione.
- Non si trovano informazioni – o se ne trovano poche – sull’azienda e sui collaboratori della stessa.
Alcune parole che possono farti pensare che sia una truffa includono:
- Soldi facili o soldi veloci;
- Libertà di lavorare da casa quando vuoi;
- Illimitato potenziale di guadagno;
- Multi-level Marketing;
- Opportunità di investimento e di formazione;
- Lavoro part-time con stipendio full-time.
Ammesso che ti contatti un “recruiter” della fantomatica azienda dicendoti che in base alla tua esperienza, formazione e competenze tu sia la persona perfetta per quella posizione, fai sempre le ricerche sull’azienda. Un’affermazione sull’essere tu il candidato perfetto non legittima la proposta come affidabile e seria. Cerca il recruiter su LinkedIn e controlla la credibilità dell’azienda.
Diffida anche da chi svolge il processo di selezione per messaggistica istantanea e via mail come canali esclusivi di selezione.
Assodato che le truffe lavorative non finiranno mai, anzi, potrebbero solo peggiorare, tutela te stesso dando retta al tuo sesto sento e valutando con cura le offerte a cui rispondere. Non devi inviare 100 c.v. al giorno come se fossero spam, ma le candidature vanno inoltrate con criterio: meglio 5 ben strutturate e approfondite.
Oltre a questi evidenti segnali che indicano una truffa mascherata da opportunità lavorativa, attenzione anche alla job board (sito, piattaforma, etc) dove vedi l’annuncio. Affidati a portali conosciuti e con una buona reputazione o candidati direttamente sul sito delle aziende di tuo interesse.

