Perché non mi chiamano per un secondo colloquio?

Cercare un lavoro è frustrazione, speranza, noia e la sensazione di essere sempre fermo allo stesso punto.

Lo stress e la frustrazione aumentano quando non vieni richiamato per un secondo colloquio, dopo averne già sostenuto uno che pensavi fosse andato bene.

La buona notizia è che nonostante la tua ricerca deragli, lo fa sempre allo stesso punto e con le stesse modalità; quindi, sarà più facile capire cosa non funziona nel tuo approccio e trovare delle soluzioni che ti diano risultati concreti. A volte, è sufficiente iniziare con una piccola riflessione introspettiva per capire cosa sia andato storto e come poter migliorare.

Motivi esterni per cui non ti hanno richiamato per il secondo colloquio 

Prima di prendere in considerazione l’idea che tu abbia commesso dei passi falsi, è bene sottolineare che ci possono essere molti motivi non dipendente da te per cui non sei stato richiamato per un secondo colloquio. Ti sarà di sicuro capitato di sostenere dei colloqui che non hanno avuto l’esito sperato, ma prima di darti tutte le colpe possibili e immaginabili, dovresti considerare dei fattori esterni che possono aver influito. Eccone un piccolo elenco di seguito.

L’azienda potrebbe aver cambiato idea

Le aziende fanno cambiamenti in continuazione. Tagliano i budget e spostano i fondi per investimenti su posizioni e business unit diverse da quelle destinatarie in origine. Le aziende spostano posizioni da un team all’altro e spostano i team in location diverse (pensiamo a tutte le aziende che hanno trasferito, ad esempio, parte della produzione all’estero). A volte, tutti questi movimenti possono avvenire proprio nel mezzo dell’iter di selezione che ti vede protagonista.

Solitamente, quando ci si trova in situazioni di questo genere, il recruiter chiama i candidati spiegando cosa succede internamente e il cambio delle esigenze aziendali. Suona un po’ come “non è colpa tua, è tutta colpa nostra”: quindi, non puoi ottenere un lavoro che non esiste più.

Potresti non essere stato ritenuto adeguato alla cultura aziendale (good cultural fit)

Essere culturalmente in sintonia con l’azienda conta tanto quanto possedere le giuste competenze. Anche il lavoratore più talentuoso del mondo non sarà mai al massimo della sua produttività e del suo potenziale se l’ambiente in cui lavora non funziona per lui. Sarebbe un po’ come scrivere con la mano non dominante: scrivi lo stesso, ma scrivi male. Se sei una persona che ama lavorare in team, avere il contatto umano quotidiano, allora, un lavoro da remoto potrebbe non essere la scelta più indicata per te. D’altro canto, se sei un tipo introverso che preferisce lavorare da solo, un grande open-space pieno di rumore e vivace, potrebbe farti sentire non a tuo agio. Vedi i miei articoli sul mindset. 

Non c’è nulla di sbagliato se il recruiter giunge alla conclusione che non saresti a tuo agio e soddisfatto di lavorare per loro proprio a causa dell’ambiente. Vedila come se ti avessero fatto un grande favore per lasciarti andare verso una nuova opportunità dove l’ambiente sarà più adeguato al tuo essere e quindi dove potrai esprimerti meglio.

L’hiring manager potrebbe segretamente aver in mente un altro candidato

È una triste verità di cui bisogna prenderne atto. A volte al recruiter o all’hiring manager è stato detto di valutare candidati esterni all’azienda, ma, segretamente, preferiscono qualcuno di interno già ben definito. In questo caso, potresti anche essere il candidato esterno più qualificato al mondo, ma non otterrai mai il lavoro.

Motivi per cui non otterrai mail il lavoro che puoi controllare

Hai giocato male le tue carte durante il primo colloquio, commettendo piccoli grandi errori

Ad esempio, chiamare l’hiring manager con il nome sbagliato, non esserti documentato bene circa l’azienda risultando impreparato. Potresti non aver dato una risposta esauriente alla domanda “perché vuoi lavorare per noi?” o ad altre domande importanti. Ci sono miriadi di modi in cui puoi esserti giocato l’opportunità di avere un secondo colloquio e, a volte, se richiedi il motivo per cui non sei andato avanti nella selezione, le aziende rispondono con un feedback che ti sarà utile per migliorare.

Non hai raccontato la storia nel modo corretto

Prima di un colloquio, ti devi preparare: devi trovare il tuo elevator pitch e qualche aneddoto che dimostri il possesso delle competenze richieste dalla job description per evidenziare come tu possa essere il match perfetto per ricoprire la posizione aperta. Devi portare successi concreti e saper spiegare, in breve, come ci sei arrivato (tecnica della STAR interview di cui ho parlato in un altro articolo). Le persone adorano sentire le storie. Diventa, dunque, importante saper raccontare la storia dei propri successi e delle proprie capacità nel modo corretto che stimoli la partecipazione e attenzione del recruiter, portando il focus dell’interlocutore nei punti giusti della storia. Scegli con attenzione gli esempi e preparatene più di uno per ogni competenza da condividere durante il colloquio – il tutto nel rispetto della cultura aziendale, dei valori e della job description.

Non hai seguito le direttive

Seguire le direttive e le richieste del recruiter / Hiring manager è importante. Per esempio, potrebbe averti richiesto di inviare della documentazione aggiuntiva e ti sei dimenticato di farlo nei tempi e nei modi richiesti. Mi sono capitati molti candidati che dicevano di essere attenti ai dettagli e poi inviano documenti pieni di errori o dopo il termine richiesto: manca la coerenza quanto asserito al colloquio.

Sei stato troppo insistente

Fare del follow up post colloquio è complicato. Devi dimostrare di essere riconoscente per aver avuto l’opportunità di un colloquio e di essere interessato seriamente al lavoro, ma non devi nemmeno trasformarti in uno stalker verso il recruiter chiamandolo tutti i giorni per avere news. Se hai inviato già due mail al recruiter chiedendo di avere il feedback sul colloquio, ma non ti è stato mai risposto, allora è il caso di andare avanti senza rimuginarci sopra.

I tuoi social media

Secondo CareerBuilder, il 57% delle aziende ha deciso di non assumere un candidato sulla base di quello che hanno visto on line sui suoi social media. Quindi, se i tuoi social sono pubblici e consultabili da tutti, è bene avere una buona reputazione online (es. evitare post e commenti di espressione politica, razzista, sessista o religiosa, etc). Questo per non danneggiarti con la ricerca di un nuovo impiego. Detto ciò, non vuol dire che devi cancellare i tuoi account social, ma gestirli in modo adeguato e che non ti dannegginodurante la ricerca lavorativa.

Le referenze

Ti è stato chiesto di fornire delle referenze, ma alcuni dei nomi da contattare che hai fornito non giocano a tuo favore e danno referenze negative. Sai cosa diranno di te le persone che menzioni per le referenze?No? Beh, allora sarebbe il caso di scoprirlo prima di dare il loro nominativo al recruiter.

Quando scegli le persone da contattare per le referenze, assicurati che queste abbiano cose positive da dire su di te, ovviamente legate al mondo lavorativo in cui operi. Sarebbe anche opportuno condividere con queste persone il loro pensiero su cosa diranno di te al recruiter e rinfrescare loro la memoria sulle tue competenze e qualità.

Il mio consiglio per aiutarti a capire cosa non abbia funzioto durante i colloqui che hai fatto finora è di usare gli spunti che ti ho dato fin qui. Inoltre, ti consiglio di contattare un esperto di carriera, sia esso un career coach o un career advisor, che possa aiutarti a vedere la situazione in modo chiaro e oggettivo per darti gli strumenti necessari atti a renderti il candidato vincente.