Quale tipo di c.v. scegliere

Non c’è un formato univoco che vada bene per tutti e per tutte le posizioni. È importante scegliere il formato giusto per incuriosire l’hiring manager e mostrare la tua perfetta compatibilità per il ruolo per cui ti sei candidato, evidenziando gli aspetti vincenti della tua professionalità e della tua carriera.

Ci sono tre tipi di c.v.:

Anti-cronologico (il c.v. tradizionale per intenderci)

Funzionale (detto anche skill based)

Combinato (un mix tra anti-cronologico e funzionale)

Alcune tipologie di c.v. funzionano meglio di altre in alcune situazioni: ad esempio, per un cambio di carriera, è più appropriato un c.v. funzionale di uno tradizionale. Altri esempi in cui il c.v. “tradizionale” non gioca a tuo favore possono essere: quando hai dei gap nella tua storia lavorativa, molti cambi di lavoro (anche se non per tua volontà), cambi di carriera etc. In questi casi, un c.v. funzionale valorizzerà maggiormente le tue competenze e la tua professionalità: le tue competenze e il tuo “saper fare” saranno enfatizzate, indipendentemente da quale storia lavorativa tu abbia.

D’altra parte, un c.v. tradizionale, invece, ben si adatta per mostrare la progressione di carriera che hai avuto: quindi, questo tipo di c.v. è quindi l’optimum per valorizzarti.

La scelta sul tipo di formato da usare dipenderà da diversi fattori tra cui: livello di carriera, esperienza e storia lavorativa. Altri elementi che possono influenzare la scelta del formato, ad esempio, la job description. Solitamente,consiglio di avere sia il c.v. anti-cronologico che quello skill based in modo che si possa facilmente ed efficacemente rispondere alle richieste degli annunci, rispecchiando il meglio della tua professionalità e della tua compatibilità con quanto richiesto dall’azienda.

Vediamo nel dettaglio questi diversi tipi di c.v.

C.v. anti-cronologico 

È in assoluto il formato più usato dai candidati, ma questo non vuol dire che sia sempre il migliore o che lo sia per te. Questo formato elenca le esperienze lavorative in modo anti-cronologico ovvero iniziando dalla più recente in cima per poi elencare le altre esperienze passate. Ci sono, ovviamente, anche tutti gli altri campi del c.v., dalla formazione alle qualifiche, lingue etc.

Il vantaggio di questo tipo di c.v. è quello di valorizzare la crescita professionale avuta nel corso degli anni. Secondo uno studio condotto da Reed (più grande agenzia di reclutamento in U.K.), l’88% dei recruiter preferisce questo tipo di c.v. perché mette subito a nudo i punti di forza e i punti deboli dei candidati, così come eventuali gap lavorativi o troppi cambiamenti. Quindi, come già detto, non è il formato migliore se vuoi lanciarti in un cambio di carriera perché non valorizzerà adeguatamente le tue competenze e il tuo expertise. 

C.v. funzionale (skill based)

Personalmente, preferisco la definizione anglosassone “skill-based” in quanto con efficacia e in modo diretto ti fa intendere subito di cosa di stratta. Questo tipo di c.v. è basato sulle competenzeabilità e talenti che puoi offrireall’azienda. Molto utile per persone che abbiano delle lacune lavorative (gap) o la cui storia lavorativa non sia correlata direttamente con l’offerta di lavoro (career change). Con questo c.v. le tue competenze sono messe subito in risalto, sono menzionate fin dalle prime righe assieme ai tuoi successi lavorativi e a particolari aspetti della tua esperienza lavorativa. La tua storia lavorativa viene menzionata solo alla fine del c.v.. È molto utile quando non sei in quel determinato settore da tempo (o devi ancora approcciartici), oppure se vuoi un career change, o se vuoi trasformare un hobby nel tuo lavoro e ancora quando hai gap lavorativi o troppi cambi (esempio molti contratti brevi con datori di lavoro diversi).

Viene messo l’accento sulle tue competenze trasferibili piuttosto che sulle tue precedenti esperienze lavorative. Tuttavia, per i recruiter non è l’ideale perché manca loro il colpo d’occhio sulla tua storia lavorativa. 

C.v. combinato (mix)

È un mix del c.v. anti-cronologico e di quello funzionale (skill-based). C’è un elenco anti-cronologico delle tue esperienze lavorative ma c’è una sezione che spiega le tue competenze e abilità. Può essere un buono strumento se hai una storia lavorativa variegata ma costante. Personalmente, non mi piace molto in quanto preferisco usare glia altri due formati: aggiungo sempre gli achievements per entrambi – solo in modo diverso – , oltre le competenze trasferibili e specifiche di ogni persona. Spesso in questo tipo di c.v. il professional summary è presente per fare un riassunto di chi sei, cosa fai e cosa puoi fare per l’azienda. In alcuni format che puoi trovare online noterai che spesso vengono omesse le date per la parte dell’esperienza lavorativa: non sempre gioca a tuo favore questa scelta.

Considerando che i recruiter dedicano ad un c.v. solo pochi secondi – tra i 7 e i 30 – prima di decidere se approfondire il tuo c.v. o scartalo, è importante che tu scelta il c.v. più adeguato per valorizzarti e mettere in luce le tue competenze, rispondendo con successo alla job description e alle aspettative del tuo possibile futuro datore di lavoro.